Busta paga: e tu…la sai leggere?

Quante volte ci siamo trovati tra le mani una busta paga (fortunatamente) senza però saperla leggere nella sua totalità?

Imponibile fiscale, detrazioni IRPEF, addizionali IRPEF, TFR, contributo IVs, credito fiscale, retribuzione utile TFR: chi più ne ha più ne metta.

Leggere una busta paga è semplice, bastano alcune piccole indicazioni da seguire per riuscire a comprendere un gergo ancora inesplorato e la maggior parte delle volte non compreso. 

Da dove si inizia a leggere una busta paga?

Tanto per cominciare è importante sapere che la busta paga è suddivisa in tre principali sezioni:

  • alta
  • intermedia
  • bassa

Nella prima parte (zona alta) sono indicati tutti i dati identificativi dell’azienda e del lavoratore nonché le basi di calcolo per la determinazione dello stipendio.

In una seconda sezione (detta anche corpo) si trovano tutti i dati relativi alla retribuzione effettiva e alle indennità spettanti che vengono percepite dai lavoratori dipendenti: in base a ciò, ne deriva la terza sezione quella che indica non solo l’importo netto tolto delle tasse, ma anche i dati previdenziali, il TFR, le tanto amate ferie e i permessi.

Ma tutti quegli acronimi cosa significano?

Sono infiniti e agli occhi dei più sembrano in una lingua che non è l’italiano. Per leggere una busta paga quindi bisognerebbe saperli o se non altro, sapere a che cosa si riferiscono non solo per capire “dove finiscono i soldi” ma anche e soprattutto per esser ben consapevoli dei propri diritti come lavoratori dipendenti.

Nel nostro corso, Anna Gambalonga, consulente del lavoro, ci illustra non solo come imparare a leggere la propria busta paga ma soprattutto quanto è importante essa come documento.